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Maschio Gaspardo: CATIA ed ENOVIA scendono in campo

Un’organizzazione distribuita su scala mondiale, una gamma di prodotti molto ampia e variegata, e modelli che possono contenere fino a cinquemila parti: con CATIA e ENOVIA, Maschio Gaspardo Spa ha trovato la soluzione ideale per gestire un’attività di progettazione, produzione e servizio post-vendita molto complessa.


Maschio Gaspardo SpA progetta, produce e commercializza in tutto il mondo attrezzature per agricoltura: erpici, seminatrici, frese per diversi tipi di terreni e di coltivazioni. Le particolarità dell’azienda veneta (il quartier generale è diviso tra Campodarsego PD e Morsano al Tagliamento PN) sono la vastità della gamma, dalla piccola alla grande attrezzatura, e la rete distributiva costituita da filiali dirette in tutto il mondo. Quest’ultima si è rivelata vincente in un settore che, per stagionalità e concentrazione del rischio, Massimo Crozzoli, IT Director Corporate, non esita a paragonare alla produzione di panettoni. “Nonostante i tentativi di bilanciare l’attività agricola sui vari emisferi, il business è tutt’oggi fortemente concentrato nei primi quattro mesi dell’anno. In primavera entrano in azione macchine mastodontiche che lavorano appezzamenti enormi per imprenditori che si giocano tutto il loro reddito in poche settimane. In queste condizioni, qualsiasi inconveniente o guasto genera costi altissimi e, per questo motivo, è essenziale essere vicini ai clienti, per garantire loro assistenza e ricambi con la massima rapidità.”

PRIMI NELLA TERZA DIMENSIONE
Nei primi anni Novanta, Maschio Gaspardo fu la prima in Italia (insieme a Fincantieri) a scegliere il 3D come linguaggio comune a tutta l’organizzazione. “Si cominciava proprio allora a parlare di integrazione, collaborazione e networking,” ricorda Crozzoli, “e uno dei dipartimenti chiave in questo senso è quello dove nasce il prodotto. È nata quindi una forte volontà di agganciare l’ufficio tecnico al resto dell’azienda e la scelta è caduta sul CAD di Dassault Systèmes, CATIA, che aveva appena annunciato il porting del prodotto sulla piattaforma Microsoft. Abbiamo deciso di sfruttare l’integrazione con il mondo Microsoft per favorire l’integrazione dell’ufficio tecnico con gli altri dipartimenti, facendo una scelta coraggiosa perché Windows, il networking, lo stesso CATIA erano tecnologie d’avanguardia con margini di rischio. Ma è stata una scelta che ha dato i suoi frutti, grazie anche all’assistenza davvero encomiabile dei tecnici di Dassault Systèmes.”


TRE DIMENSIONI, TRE BENEFICI

“Il vantaggio che abbiamo rilevato subito è la velocità di implementazione e di costruzione dei modelli,” spiega Crozzoli. “CATIA è un prodotto molto visivo che aiuta a capire immediatamente se un progetto va nella direzione giusta, mentre prima era necessario mettere le mani su un prototipo fisico. Un secondo aspetto è la curva molto veloce di apprendimento; con CATIA, un tecnico con un minimo di bagaglio tecnico sul disegno meccanico diventa operativo in tempi molto rapidi, permettendo all’azienda di investire diversamente le risorse che si risparmiano sulla formazione.” Il terzo vantaggio di CATIA è emerso dopo che il database si è popolato con un numero consistente di progetti. “CATIA è perfetto per il co-engineering grazie a due concetti base: da un lato, Windows garantisce l’integrazione con tutta l’azienda, dall’altro il software è concepito per lavorare con il massimo grado di distribuzione e collaborazione.”

UNA MESSE DI DATI
Le attrezzature prodotte da Gaspardo possono arrivare a un grado molto elevato di complessità, con parti meccaniche, elettriche, idrauliche e pneumatiche, lamiera, cablaggi e automazione, telai e relative esigenze di calcolo strutturale. I modelli, che possono arrivare a contenere fino a 5000 parti, vengono gestiti esclusivamente con CATIA e alcuni moduli specifici del pacchetto di Dassault Systèmes, come lamiere, cablaggi e analisi strutturale. Con modelli così grandi e complessi e un numero rilevante di macchine prodotte ogni anno, è facile immaginare la quantità di dati che l’azienda ha accumulato in 15 anni di progettazione in 3D. Per questo motivo Massimo Crozzoli considera un “grande passo epocale” l’implementazione del PDM, nello specifico la soluzione ENOVIA di Dassault Systèmes. “Il software digestione dei dati di prodotto tiene traccia delle modifiche e di tutte le versioni, organizza in modo ordinato quantità enormi di file, facilita le ricerche e, così facendo, riduce le ridondanze e il rischio di riprogettare parti esistenti, massimizzando invece il riutilizzo del nostro patrimonio intellettuale.”